Il grande cuore dell’Inter conduce a Madrid
BARCELLONA – Ce l’hanno fatta. Dopo 38 anni l’Internazionale di Milano ritorna a giocare la finale della competizione europea più prestigiosa. Tutto con il cuore. I giocatori nerazzurri ci hanno messo l’anima, si sono giocati il sangue e sono riusciti a contenere i campioni d’Europa. Barcellona – Inter finisce 1 a 0, e in virtù del 3 a 1 dell’andata i blaugrana non possono nulla.
Giornata storica per il club italiano che si giocava questa partita in un clima a dir poco surreale: da una settimana gli spagnoli, con maglie e slogan, non hanno fatto altro che promuovere il loro passaggio del turno, mostrandosi, al contrario, molto timorosi. Pensare che la notte prima della partita, un considerevole numero di tifosi spagnoli hanno fatto baccano sotto l’hotel dell’Inter fino alle 4 del mattimo. Hanno cercato di intimorire i giocatori, ma alla fine quella “pelle” che avrebbero dovuto giocarsi, era ancora attaccata ai loro tristi corpi.
Si parla di un’Inter eroica, e in effetti, lo è: riuscire a contenere una squadra come il Barça per 84′ minuti in inferiorità numerica non è da tutti, anzi non è da nessuno. Giunta a Barcellona per proteggere il 3 a 1 dell’andata, i giocatori dell’Inter si sono dedicati ad un catenaccio all’italiana per domare un team definito “indomabile”. In 10 dal minuto 28′ per una discutibilissima esplusione di Tiago Motta: sfiora con due dita il giocatore blaugrana Busquets che platealmente si getta a terra inducendo l’arbitro all’estrazione del rosso diretto. Ma non è certo il primo episodio di mancanza di fair play: per tutta la partita, gli spagnoli molto agitati hanno cercato di innervosire l’avversario ottenendo però un nulla di fatto.
Nonostante tutto, i blaugrana si sono avvicinati alla porta avversaria in maniera pericolosa solo un paio di volte: la muraglia innalzata dall’Inter ha resistito per 84′ fino a quanto Piquet, non controllato ottimamente e in posizione di offside, dribba Julio Cesar e segna l’1 a 0. Adrenalina pura il finale del match che esplode quando il Barça riesce a portarti al 93′ sul 2 a 0, poi annullato per un fallo (dubbio) di Yaya Tourè al limite dell’area. Episodi a parte, non si può analizzare una partita solo sull’operato arbitrale: come all’andata l’Inter aveva dominato gli spagnoli creando occasioni da rete che l’avrebbero portata ad un risultato magari più tondo, così ieri sera i nerazzurri hanno frenato la vivacità del Barça in 10 contro 11 e hanno quindi meritato la finale.
A Rai Sport un Josè Mourinho in lacrime commenta la sconfitta vittoriosa della sua Inter: “Ho una squadra di eroi. Una squadra dove tutti hanno sputato il sangue. Loro volevano lasciare la pelle, noi abbiamo lasciato il sangue. Complimenti a tutti, a chi ha giocato, chi non ha giocato, a tutti i nostri tifosi, il Barcellona ha fatto la festa prima. Hanno fatto un’atmosfera con qualche storia da raccontare ai nipoti, ma in questo giorno incredibile abbiamo vinto noi. Ora chiedo ai nostri tifosi uno sforzo: voglio tutti all’aereoporto. Anche se domani si lavora, venite da questi ragazzi spettacolari. Voglio i tifosi a Roma, perchè contro la Lazio giocheremo una finale, e poi anche il 5 maggio contro la Roma. I nostri tifosi sanno quanto è stata difficile questa impresa: contro il Barcellona già in 11 è difficile, in 10 è la storia”
Continua: “Questa sconfitta per 1-0 è la più bella della mia vita, ma penso che dovevamo pareggiare 0-0, siamo stati di un altro mondo. Loro si aspettavano di vincere, a San Siro li abbiamo sorpresi, ma poi penso che quando abbiamo visto le maglie e tutto il casino abbiamo capito che avevano paura, erano in difficoltà. Forse in 11 avremmo vinto, o l’opposto, però prima della partita l’infortunio di Pandev poteva tradirci. Chivu è stato spettacolare, anche tutti gli altri, fantastici dopo il rosso a Motta. L’acqua del Camp Nou dopo la partita? Per pulire il sangue…
Ora siamo arrivati a Madrid, però giocare quattro volte contro Barcellona e Chelsea è stato storico. Ora possiamo vincere o non vincere, però in questo momento l’Inter è una squadra di dimensione europea. Io pensavo impossibile di poter trovare un’empatia simile a quella con i tifosi del Chelsea, ma con gli interisti ho trovato un’empatia ancora maggiore…
Messi è Messi, un talento incredibile, un giocatore di un’altra galassia, però hanno giocato non con la loro forza che è il calcio, ma hanno giocato senza fair play: dentro e fuori il campo non c’era fair play. Noi alle 4 della mattina non potevamo dormire, abbiamo chiamato la polizia alle 23.30 e sono arrivati le 3. E poi? Il giorno della partita arriva la polizia a far pagare le tasse ad Eto’o del 2005, quando lui ogni 15 giorni è qui. Non esiste il fair play. Io però ho una garanzia: tutti gli anni gioco contro il Barça, e ho la garanzia che torno. Ogni volta che vengo qui succede qualcosa: il rosso a Motta non è nuovo per me, ma già mi accadde con Drogba, ma la squadra sapeva cosa fare. Io a Motta non ho detto nulla nell’intervallo, ho spiegato solo alla squadra cosa fare, non di ciò che era accaduto. Ora davvero, venite tutti all’aereoporto, ma se non potete venire a Roma contro la Lazio, che è meglio. L’arbitraggio di De Bleckeere in generale? Non lo giudico. Ho detto prima della partita che quando i giocatori aiutano l’arbitro è facile per lui, ma quando vogliono complicarlo è difficile. Oggi è stato così, chiedere un rigore è stato il massimo”.
[Immagine: ilsole24ore.it]



Commenti
Livio
Capisco che sei contenta ma l’articolo è talmente di parte che sembra preso dal sito dell’Inter
serena.anania
Che è di parte lo vedo, l’ho scritto io d’altronde e non mi pare che qualcuno mi abbia vietato di scrivere quello che mi pareva. s
Stavolta ho voluto di essere di parte e non penso siano fatti tuoi. e poi, magari potessi scrivere per il sito dell’Inter!