
L’ Italia under 21 è stata sconfitta per 3 a 0 dalla bielorussia a Borisov nel ritorno valido per la qualificazione all’ europeo 2011 e quindi di conseguenza è anche fuori dall’ olimpiade di Londra 2012. Non succedeva dal 1980.
Quello che una volta era il fiore all’ occhiello del calcio italiano ora è un punto morto: il settore giovanile. Se n’ è parlato tanto durante gli ultimi mondiali ma ritrovarsi davanti all’ evidenza è ben altra cosa.
Casiraghi si ritrova senza Schelotto e De Silvestri ( squalificati) e non se la sente di sostituirli con nessun altro, il perchè è presto detto: dovrebbe andare a pescare dalla serie B e non sentendosela afferma: ” altrimenti qualcuno se la sarebbe presa a male” riferendosi ai club di B.
Proti via e subito sotto. Dopo 4 minuti Mannone si addormenta, facendosi rubare palla fuori area e subendo il primo gol dopo 5 partite. 1 a 0 Belorussia con rete di Yurchenko. Neanche il tempo di ribattere che Rekish serve in profondità ancora Yurchenko che si infila tra Ranocchia e Ogbonna e con un preciso diagonale ifilza ancora Mannone. 2 a 0.
Nel secondo tempo l’ Italia ritrovava un pò di lucidità finendo inevitabilmente ai supplementari.
Ma qui succede l’ incredibile: Santon si scorda Veretilo che non può far altro che segnare consegnando ai suoi una storica qualificazione. Inutile la traversa di Okaka e l’ assalto finale degli azzurrini.
A casa, così come ai fratelli d’ Italia maggiori stessa sorte tocca agli under che escono a testa china da Borisov. Sonoramente battuti dagli stessi bielorussi che avevano facilmente liquidato all’ andata ( 2 a 0 per gli azzurri a Rieti).
La squadra di Casiraghi ci riporta sotto agli occhi un problema serio, anzi serissimo del nostro calcio: non ci sono giovani interessanti così come aveva detto già Prandelli. Il problema è da ricercare sicuramente nei grandi club dove i ragazzi vengono ceduti in prestito o relegati in tribuna perchè chiusi da stranieri, senz’ altro meritevoli, ma che gli impediscono di esprimersi. Gli impediscono di sbagliare, imparare e crescere.
C’ è davvero tanto da lavorare per i dirigenti italiani che dovranno varare norme pro e non contro i giovani italiani. Buona la linea intrapresa dalla juve in tal senso, acquistando 6 italiani, ma porterà dei risultati? E comunque è davvero troppo poco.
Guardiamoci intorno: in Spagna le cantera sfornano talenti alla velocità della luce e i risultati si vedono: campioni del mondo e d’ europa, in Germania dopo un periodo di crisi i giovani hanno cominciato ad affluire a pieno regime e l’ ottima impressione ai mondiali lo conferma. E noi?
Fonte immagine: calciopolis.it

